Per ogni scrittore di gialli che si rispetti, il veleno, è un “accessorio” primario. Rispetto ad altri “strumenti di morte” ha un vantaggio non indifferente: permette all’assassino di essere in un luogo diverso rispetto alla vittima nell’istante in cui questa muore. In natura esistono molti veleni, alcuni insospettabili. Piante velenose crescono nei posti più disparati e ci si può imbattere in loro, senza sapere a cosa si vada incontro.
Esiste, però, al mondo, un luogo dove si possono trovare tutte insieme, le piante più nocive al mondo. Parliamo dell’Alnwick Garden. Situato nel castello omonimo, dell’omonima città, è stato voluto dalla sua proprietaria, Jane Percy, duchessa di Northumberland.
Non esiste “gita” più pericolosa di questa al mondo. Non a caso, i visitatori, sono accompagnati da una guida esperta per evitare “incidenti”.
Ma quali sono le piante più velenose al mondo e più vicine a noi? Scopriamone alcune insieme

Brugmansia

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E’ nota anche come “tromba degli angeli” e non per il fatto che…possa portarti all’altro mondo! Il nome deriva dalla sua forma. Si tratta di campanule che pendono dai rami e non generano frutti.
Non esiste parte di questa pianta che non sia pericolosa. Contiene, infatti, un’alta percentuale di alcaloidi. Chi lo prende può avere diversi effetti “indesiderati”, il peggiore dei quali, è, la morte. Ve ne sono, però, altri: allucinazioni,  debolezza muscolare e vomito su tutti.
Originaria del Sudamerica è facilmente coltivabile anche da noi. Ama il clima mite e la penombra  e si adatta a qualunque tipo di terreno, anche se preferisce quello calcareo, ricco di sostanza organica e ben drenato. E’ possibile coltivarla anche in appartamenti: basta munirsi di vasi molto grandi e terreno misto ad argilla e pomice.
Di certo, visti i suoi effetti, non è consigliabile a chi ha bambini o animali domestici.

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Ricinus Communis

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E’ la pianta dalla quale si ricava l’omonimo olio di ricino. La tossicità è causata dalla ricina, che si trova nei semi. Se se ne ingerisce dai 4 agli 8 può causare la morte.
In epoca fascista veniva usata dal regime fascista come strumento di persuasione.Anche in questo caso, l sua bellezza ornamentale, spinge molti a coltivare la pianta. Le sue foglie particolarmente decorative e per le infiorescenze molto colorate ed appariscenti.
La temperatura ottimale di coltivazione è di 25-30°C assieme ad una buona quantità di luce.
Se coltivato in vaso, va rincasato in Primavera nel caso in cui le radici nomn avessero più spazio per crescere. 

Aconito

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Le facoltà velenose di questa pianta si conoscono fin dall’antichità omerica. Ai tempi dei Romani, i guerrieri ne intingevano le punte delle frecce per avvelenare gli avversari in battaglia. In Italia, specie sulle Alpi, se ne possono trovare in abbondanza. Il suo nome dice già tutto: deriva, infatti dal greco “akoniton” che significa “pianta velenosa”.  L’aconito contiene l’aconitina. Ne bastano sei milligrammi per uccidere un adulto. Causa anche  perdita di sensibilità, affaticamento, indebolimento cardiaco, formicolii, disturbi della vista.
E’ una pianta erbacea perenne che si adatta a essere coltivata nei giardini purché si cerchi di ricreare le condizioni ambientali originari. Al momento dell’impianto il terreno va riempito di abbondante letame, concime ideale per questa pianta. Le piante devono essere poste in pieno sole perché solo così potranno fiorire con forza.

Belladonna

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Uno dei veleni preferiti dagli scrittori di gialli. I suoi frutti rossi possono essere scambiati per mirtilli ed essere ingeriti per sbaglio. Bastano due frutti per causare un avvelenamento. Rossore al viso e al collo e bocca secca sono i segni caratteristici dell’intossicazione. Successivamente può causare anche allucinazioni e agitazione psicomotoria.
Tutti questi problemi sono dovuti all’atropina, il principale alcaloide presente nella pianta.
Si può trovare come spontanea in Europa e NordAfrica.
A differenza delle altre piante sopra indicate, non ha nulla di attrattivo, quindi, non viene coltivato. Va detto che cresce in ambienti con terreno leggero, permeabile e calcareo e non necessita di particolari cure. Questo le permette di passare inosservata.

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Oleandro

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L’Oleandro è una delle piante più belle, ma anche più pericolose.fiori, caratterizzati da un intenso profumo, possono essere semplici o doppi e presentano una grande varietà di colori. Tutta la pianta è tossica, in ogni sua parte, infatti, sono contenuti glicosidi cardioattivi capaci di alterare il ritmo cardiaco, causando aritmie di varia natura.
La temperatura ideale per la sua coltivazione è intorno ai diciotto gradi, ma riesce a resistere anche a temperature molto alte (quarantacinque gradi) o basse (attorno allo zero). I
L’oleandro può essere piantato sia in giardino che in vaso. Ha bisogno solo di molta luce e acqua, terreno fertile e Può essere coltivato sia in giardino che in un vaso.
Questa seconda opzione va preferita se non si dispone di spazio adeguato oppure in presenza di temperature particolarmente rigide.

Azalea

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Chiudiamo il nostro excursus con l’azalea. Le parti velenose sono le foglie. Può dare stomatite, vomito, diarrea, debolezza, deficit della vista, convulsioni e coma.
Le foglie sono ovali, di colore verde scuro, ruvide. In primavera, prima che spuntino le foglie, producono numerosi fiori a trombetta, riuniti in mazzetti, all’apice dei rami, di colore rosato, rosso o bianco.
Si possono coltivare in un clima temperato, sia se si dispone di un giardino, sia se si vive in un apparttamento e la si vuole mettere in un vaso. In quest’ultimo caso devono essere innaffiate più frequentemente.