Se c’è una caratteristica che contraddistingue la nuova generazione è la capacità di essere “always on”. La connessione è sempre accesa: che si tratti di wi-fi o di connessioni dati, gli italiani sono reperibili praticamente 24 ore al giorno. Senza soluzione di continuità, senza riuscire mai davvero a staccare dagli impegni quotidiani, forse neppure in vacanza. La tecnologia, però, non è infallibile e possono capitare imprevisti che provocano improvvisi “colpi di scena”. Se qualcuno era curioso di conoscere le reazioni degli italiani alla mancanza di uno dei principali social, la risposta è arrivata proprio qualche giorno fa in concomitanza con il crush di Whatsapp.

Il “misfatto”, galeotto fu il #whatsappdown

Un giorno di primavera qualsiasi, un mercoledì sera apparentemente normale trasformato per tanti in “tragedia”: il 3 maggio passerà alla storia come il più “grande” #whatsappdown. Dalle 22 fino alle 00:30 del giorno dopo la nota applicazione di messaggistica istantanea ha subito un crush, bloccando l’invio di messaggi vocali e testuali, di foto e video. Un problema riscontrato in diverse parti del mondo e non solo in Italia, ben più grave dei “soliti” crush a cui sono ciclicamente abituati gli utenti in possesso di smartphone sia IOS che Android. Il tam tam si è subito scatenato sui social “concorrenti”, e in brevissimo tempo l’argomento è diventato un trend topic. Tra ilarità e commenti vari non è mancato qualche buontempone: “Approfittando del #whatsappdown ho avuto modo di scambiare due parole con la mia famiglia: sembrano tutte brave persone”. Per fortuna la “tortura” è durata solo qualche ora.

Manuale di sopravvivenza senza WhatsApp

Nessun decalogo, nessun metodo artigianale degno dei migliori film degli anni ’80 o dei programmi tv più trash del palinsesto internazionale. Per eliminare gradualmente una dipendenza da WhatsApp o sopperire ad una mancanza di qualche ora esistono essenzialmente due metodi: cambiare “dipendenza” o sfruttare canali alternativi. Mentre il colosso della messaggistica era alle prese con un grande crush, erano in tanti, infatti, a “sponsorizzare” i concorrenti Telegram e Snapchat. Funzionalità simili ma, a detta dei più informati, meno crush e meno possibilità di intromissione nei dati personali. Anche alcuni guru dei tempi moderni come i The Jackal hanno invece profetizzato l’utilizzo di canali alternativi. Basti pensare ai “cari”, “vecchi” SMS, un tempo una delle poche armi a disposizione per comunicare senza alzare la cornetta. I più nostalgici invece, hanno subito ricordato la funzione aulica dello “squillo”. Un piccolo gesto dai molteplici significati, muto nella sua espressione verbale ma così strutturato nel paraverbale. Voleva dire ti sto pensando, una manna per i più romantici. Basterà questo per riportare tutti sulla terra e per far tornare una “pace” meno tecnologica?

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