Uno degli effetti più importanti dell’industrializzazione 4.0 è la velocizzazione dei processi. Tutto è più rapido e commerciale, ogni risposta è online. Google identifica questo momento come cruciale per ogni brand: nel momento della decisione, lo “Zero moment of truth”, un brand deve esserci sempre con il trittico alla base della soddisfazione dei bisogni: conoscenza, amore e fiducia. Il content marketing è proprio questo: cercare di accompagnare l’acquirente verso la vendita, cercando di chiarire ogni dubbio, di attirare l’attenzione senza passare per stalker professionisti. Il mezzo per riuscire in questa “impresa” è lo storytelling, il “racconto” del brand che riesce a “fare breccia” nel cuore degli acquirenti.

Di storie, però, è pieno il mondo: da quelle tramandate di generazione in generazione agli annunci web, senza dimenticare radio e tv. Ogni mezzo di comunicazione sottende una storia, che però necessita di un protagonista in grado di catturare l’attenzione, di scatenare il processo di immedesimazione. Simpatia ed empatia sono i due cardini fondanti dello spot, ed è da qui che passa il messaggio. Prima di tutto, però, si deve partire da una “sceneggiatura”. Proprio come accade nei film e negli spettacoli teatrali, è necessario un canovaccio che nel gergo si definisce storyboard. Al centro del messaggio comunicativo deve esserci sempre il target, quella tipologia di utenti ideali facilmente identificabili tramite una mappa empatica. Si tratta di coloro che navigando online si adattano meglio al prodotto.

Il consumatore tipo va studiato nei minimi dettagli, scrutando l’ambiente circostante e gli eventuali competitor, il suo comportamento e quello di coloro che lo circondano e provano ad influenzare alcune sue decisioni. Solo mettendo insieme questo mosaico si può raggiungere attraverso il messaggio quella “famosa” empatia. Che si parli, quindi, di un prodotto o di un servizio, è sempre importante porre il brand al centro dell’attenzione: farsi notare per quel differenziale che risulterà poi decisivo nel momento in cui si metterà un prodotto a carrello, sia esso digitale o “reale”. La sfida per il presente e il futuro del marketing 4.0 parte proprio da qui.

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