Sono in molti a credere che, nel breve periodo, i droni verranno utilizzati sempre più frequentemente per le consegne a domicilio, ma i dati smentiscono tali tesi

Negli ultimi anni, l’utilizzo dei droni in ambito civile si è fatto sempre più frequente. Recentemente, una start up portoghese, Connect Robotics, ospitata dall’Agenzia spaziale europea (Esa), li ha utilizzati nell’insolito ruolo di corrieri del cibo in aree remote. Per consegnare un pasto caldo a Joaquim Reis, nel piccolo villaggio portoghese di Podentinhos, un drone ha impiegato tre minuti. Attualmente, un operatore riesce a gestire fino a sei aerovelivoli contemporaneamente. Ogni apparecchio decolla da solo, facendo attenzione a tempo, altitudine e itinerario di volo e, dopo aver consegnato il pacco, ritorna automaticamente.

La start up è stata fondata nel 2015, con l’idea di usare i droni per trasportare cibo, aiutare le persone in pericolo e ridurre l’isolamento di chi vive in aree remote.  “Grazie ai droni, – ha spiegato il fondatore Raphael Stanzani -, è possibile  ridurre i costi del 40-60% rispetto ai corrieri tradizionali, portando i prodotti più velocemente”.

Droni e pizza

L’idea dei droni che consegnano cibo, non deve essere vista solo in ottica sociale, ma anche come un vero e proprio business.  La prima a capire le potenzialità degli aerovelivcoli è stata la Domino’s Pizza, azienda americana, che, battendo sul tempo Amazon, nel 2016, iniziò a sperimentare questo tipo di consegne.

Il primo tentativo del nuovo drone “pony express” è stato tenuto a Auckland. La pizza, protetta da due cartoni, è stata recapitata in volo. È stata scelta la Nuova Zelanda per la sperimentazione, proprio per le sue normative avanzate riguardo agli aeromobili a pilotaggio remoto.

LEGGI ANCHE  Come abbattere le spese dell'assicurazione autocarro

È proprio la questione legale, la più complessa che rischia di ritardare lo sviluppo di questo tipo di commercio. In molti Paesi, dal punto di vista normativo non vi è ancora una legge che regolamenti l’uso dei droni. In Europa, la prima nazione che, da questo punto di vista, ha deciso di abbracciare questa causa è la Svizzera. Si spera che, nel medio periodo, altri Paesi si adeguino.

I problemi della consegna con i droni

Nel febbraio di quest’anno, la compagnia di ricerca Gartner ha pubblicato un report previsionale sul mercato dei droni e il loro uso a fini commerciali. L’agenzia ha analizzato anche il mercato delle consegne a domicilio, che, da molti analisti, viene considerato il futuro del commercio.

Va detto che il settore dei droni venduti per uso commerciale ha ottenuto ricavi per circa 2.8 miliardi di dollari nel 2016 contro l’1.7 miliardi per uso personale. Questo dato è, però, fuorviante. Se si analizza, infatti, non il prezzo, ma la quantità di droni venduti, il rapporto è capovolto a 2.000.000 contro 110.000.  La differenza, dunque, la fanno gli alti costi degli aerovelivoli a scopo commerciale.  Di positivo c’è che l’intero mercato della vendita dei droni è destinato a crescere. Nel 2016 il suo valore è aumentato del 35,5%  e, secondo il report, entro la fine del 2020, arriverà a valere almeno 11.2 miliardi di dollari.

Il problema legato ai droni commerciali, è, l’alto costo di questi ultimi. E’ ovvio che parliamo di prezzi proporzionali al tipo di prodotto offerto. Gli aerovelivoli commerciali possono volare per più tempo, in un’area maggiore e portare oggetti più pesanti.  Proprio per ragioni economiche, si sta verificando una “sovrapposizione di generi” ovvero l’acquisto di aerovelivoli personali a scopi commerciali.

LEGGI ANCHE  Come evitare la trappola delle fake news

L’aumento dell’uso dei droni commerciali è dunque inevitabilmente legato alla diminuzione dei costi, – come spiega il portale specializzato Airway.it -, che però a sua volta è condizionato dalla diffusione dell’impiego di questi veicoli”.

Il report di Gartner prevede che entro la fine del 2020, solo l’1% del settore delle consegne, vedrà l’utilizzo dei droni, contro il 7% del settore agricolo e il 30% di quello industriale. Il flop di questo settore è legato alle sue troppe incognite.  Non si conoscono bene i tempi che passano tra l’avvenuta consegna e il ritorno del drone alla base, né i reali costi operativi e delle consegne. Insomma: nonostante le iniziative in questo senso si moltiplichino, la strada su questo tipo di sviluppo commerciale è ancora impervia.

Tags